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Anche i giganti inciampano: quella volta che Google andò giù per un’ora

Anche i giganti inciampano: quella volta che Google andò giù per un’ora
AGI - I servizi di Google sono rimasti bloccati per circa un'ora in numerose nazioni, tra cui Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia. La homepage del motore di ricerca e alcune funzioni di ricerca non erano disponibili ma YouTube, Gmail, Google Docs, Google Calendar, Google Home, Nest, Google Classroom e praticamente ogni altro servizio del colosso di Mountain View risultavano non funzionanti. I disservizi sono stati rilevati alle 12,55 ora italiana e sono stati risolti alle 13,52. "Il problema riscontrato dovrebbe essere stato risolto per la stragrande maggioranza degli utenti interessati" scrive Google, "Continueremo a lavorare al ripristino del servizio per gli utenti che continuano a riscontrare il problema. Garantiamo che l'affidabilità del sistema è una priorità di Google e stiamo apportando continui miglioramenti per rendere migliore il nostro sistema". "Oggi alle 3:47 am PT [12:47 ora italiana] Google ha riscontrato una interruzione del sistema di autenticazione per circa 45 minuti, dovuta ad un problema interno con la quota storage. I servizi che necessitano che gli utenti siano loggati hanno riscontrato una elevata percentuale di errore durante quel periodo. Il problema con il sistema di autenticazione è stato risolto alle 4:32 AM PT [13:32 ora italiana]. Tutti i servizi sono ora ripristinati. Ci scusiamo con tutti coloro che sono stati impattati e condurremo un approfondito esame per per garantire che questo problema non possa ripetersi in futuro."

Fonte: AGI

Il Garante della Privacy avverte: “Attenti al pedinamento digitale”

Il Garante della Privacy avverte: “Attenti al pedinamento digitale”
La pandemia ha dimostrato che “se il distanziamento fisico non è anche sociale lo si deve alle nuove tecnologie”. Questo il parere del Presidente del Garante Privacy Pasquale Stanzione secondo il quale però “il digitale ha dimostrato di essere davvero a servizio dell’uomo ma non senza un prezzo” e tale prezzo, a suo parere, lo si paga con un vero e proprio “pedinamento digitale”. L’importanza di avere un sito sempre aggiornato. Intervenendo al forum de il Sole 24 Ore "LockUp Economy Mercati e regole al tempo della pandemia, tra sostenibilità e solidarietà", Stanzione ha sottolineato come le piattaforme online hanno assunto un “ruolo determinante, assurgendo a veri e propri poteri privati scevri da adeguato statuto di responsabilità”. Proprio per questo, ha aggiunto, “la pandemia ha dimostrato l’esigenza di una strategia difensiva” perché il “consumatore si trova a fronteggiare congiunture e rapporti inediti in cui le regole stentano a affermarsi in un contesto caratterizzato da assenza di mercato di riferimento in cui il prezzo del servizio sono i nostri dati personali”. Quando si naviga online in pratica, ha messo in guardia il Garante, ci troviamo di fronte a “servizi apparentemente liberi e gratuiti ma in realtà si pagano con i nostri dati personali”. La pandemia, ha osservato, “ha accelerato in modo esponenziale il processo di digitalizzazione della nostra vita. Ogni tipo di rapporto è stato trasposto e vissuto in rete”. E siamo di fronte a una rapidità del processo di virtualizzazione tale da proiettare nel mondo digitale e telematico persone di ogni fascia sociale e di età, molte delle quali non hanno gli strumenti necessari a difendersi da potenziali rischi. “La disciplina della privacy - ha concluso - offre garanzie, strumenti preziosi per la protezione dei consumatori che si integrano con misure antitrust per offrire una tutela convergente e globale della persona”.

Fonte: ANSA

Al via bonus Internet e PC

Al via bonus Internet e PC

500 € ma con tetto Isee per redditi fino a 20mila €, ma la platea sarà ampliata

Arriva il bonus fino a 500 € valido per l'abbonamento a Internet a banda ultralarga associato all'acquisto di un tablet o di un pc. Nato sull'onda dello smart working e della didattica a distanza obbligati dall'emergenza Covid, non è universale come il bonus mobilità ma è destinato ai cittadini con Isee inferiore a 20.000 €, interessando circa 400mila famiglie.

Nelle intenzioni del governo si amplierà però presto anche a fasce di reddito più alte, oltre che alle imprese, finora escluse dalla misura. Il bonus consiste in uno sconto sul canone di abbonamento a servizi di connettività a banda ultralarga in caso di nuove attivazioni di utenze di rete fissa e sulla fornitura di un personal computer o tablet. Per ottenerlo bisogna rivolgersi direttamente ad uno degli operatori accreditati che hanno presentato offerte approvate dalla Infratel Italia, la società del Mise incaricata dell'attuazione dei piani banda larga e ultra larga del Governo. Per ottenere il beneficio non serve alcuna registrazione né è stato predisposto un click day: Il meccanismo è infatti quello dello sconto diretto al momento dell'acquisto.

Fonte: Ansa.it

Crediti d’imposta per gli investimenti pubblicitari 2020

Crediti d’imposta per gli investimenti pubblicitari 2020

Presentazione delle domande entro il 30.9.2020 per i crediti d'imposta per gli investimenti pubblicitari 2020: la parola al commercialista!

L’art. 57-bis co. 1-ter del DL 24.4.2017 n. 50 convertito, introdotto dall’art. 98 del DL 18/2020 convertito (c.d. “Cura Italia”) e modificato dall’art. 186 del DL 34/2020 convertito (c.d. decreto “Rilancio”), ha previsto il riconoscimento di un credito d’imposta “straordinario” per il 2020 per gli investimenti in campagne pubblicitarie su stampa, radio e televisioni. Per quanto non diversamente disposto, restano ferme le disposizioni di cui al DPCM 16.5.2018 n. 90. Al fine di accedere all’agevolazione i soggetti interessati devono presentare una comunicazione mediante un apposito modello. Possono beneficiare del credito d’imposta in esame: • le imprese; • i lavoratori autonomi; • gli enti non commerciali. Sono oggetto dell’agevolazione gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuati: • sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line; • sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. L’agevolazione è stata estesa, limitatamente al 2020, anche agli investimenti sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 20.8.2020 n. 25, § 4.1). Limitatamente all’anno 2020, il credito d’imposta è concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati. Viene meno il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti effettuati l’anno precedente. In ogni caso, l’agevolazione è riconosciuta: • nei limiti delle risorse disponibili; • nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento UE sul regime “de minimis” (1407/2013). Al fine di accedere al beneficio, i soggetti interessati devono presentare, mediante l’apposito modello: • la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato; • la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, resa per dichiarare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti. Fermi restando i previsti termini di presentazione, non rileva l’ordine temporale di invio dei modelli. La comunicazione e la dichiarazione sostitutiva devono essere presentate: • al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri; • utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate; • direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ovvero tramite una società del gruppo (se il richiedente fa parte di un gruppo societario), ovvero tramite gli intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, ecc.). Con riferimento agli investimenti effettuati nel 2020: • la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, necessaria per l’accesso al beneficio per l’anno 2020, deve essere presentata dall’1.9.2020 al 30.9.2020; restano comunque valide le comunicazioni presentate dall’1.3.2020 al 31.3.2020 (periodo “ordinario” di presentazione inizialmente previsto); • la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per l’anno 2020 dovrebbe essere presentata, salvo diversa indicazione, dall’1.1.2021 al 31.1.2021. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri forma l’elenco dei soggetti richiedenti il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari, con l’indicazione: • dell’eventuale percentuale provvisoria di riparto in caso di insufficienza delle risorse; • dell’importo teoricamente fruibile da ciascun soggetto dopo la realizzazione dell’investimento incrementale. L’ammontare del credito effettivamente fruibile dopo l’accertamento in ordine agli investimenti effettuati è disposto con apposito provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sarà pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso. Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile: • esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 (codice tributo “6900”, istituito dalla ris. Agenzia delle Entrate 8.4.2019 n. 41), ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, da presentare tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate pena il relativo scarto; • a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che comunica l’ammontare spettante.

Vuoi maggiori informazioni? Rivolgiti al tuo commercialista!

⬇️ HAI UN SITO IN FLASH? LEGGI QUI ⬇️

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Eravate stati avvisati con largo anticipo ma ora è il momento di prendere provvedimenti urgenti:

ADOBE, sviluppatore di Flash Player, ha distribuito un comunicato ufficiale che condividiamo in questo sito tradotto per comodità di divulgazione.

Quando termina il ciclo di vita di Flash Player (EOL)? Come annunciato in precedenza nel luglio 2017, Adobe interromperà la distribuzione e l'aggiornamento di Flash Player dopo il 31 dicembre 2020 ("Data di fine vita"). Abbiamo fatto questo annuncio in collaborazione con molti dei nostri partner tecnologici, tra cui Apple, Facebook, Google, Microsoft e Mozilla, che hanno emesso annunci complementari con maggiori dettagli tecnici su cosa significherà l'EOL di Flash Player per sviluppatori, aziende e consumatori che utilizzano il loro specifico Ambienti del sistema operativo o browser. Perché Adobe ha deciso di chiudere Flash Player e ha selezionato la data di fine 2020? Gli standard aperti come HTML5, WebGL e WebAssembly sono costantemente maturati nel corso degli anni e rappresentano una valida alternativa per i contenuti Flash. Inoltre, i principali fornitori di browser stanno integrando questi standard aperti nei loro browser e deprecando la maggior parte degli altri plug-in (come Adobe Flash Player). Annunciando la nostra decisione aziendale nel 2017, con tre anni di preavviso, abbiamo ritenuto che ciò avrebbe consentito un tempo sufficiente per sviluppatori, designer, aziende e altre parti per migrare il contenuto Flash esistente secondo necessità a nuovi standard aperti. In che modo questa decisione influirà sul supporto e sulla distribuzione di Adobe Flash Player per il resto dell'anno (2020)? Adobe continuerà a rilasciare patch di sicurezza di Flash Player regolari, manterrà la compatibilità del sistema operativo e del browser e aggiungerà funzionalità e capacità come stabilito da Adobe fino alla fine del 2020. Adobe renderà disponibili per il download le versioni precedenti di Adobe Flash Player dopo il 2020? No. Adobe rimuoverà le pagine di download di Flash Player dal suo sito e l'esecuzione del contenuto basato su Flash verrà bloccata in Adobe Flash Player dopo la data di fine vita. Adobe consiglia sempre di utilizzare il software più recente, supportato e aggiornato. I clienti non devono utilizzare Flash Player dopo la data di fine vita poiché non sarà supportato da Adobe. Se trovo Flash Player disponibile per il download su un sito Web di terze parti, posso utilizzarlo? No, queste versioni di Flash Player non sono autorizzate da Adobe. I clienti non devono utilizzare versioni non autorizzate di Flash Player. I download non autorizzati sono una fonte comune di malware e virus. Adobe non ha alcuna responsabilità per le versioni non autorizzate di Flash Player e l'utilizzo di tali versioni da parte dei clienti è interamente a proprio rischio. Quali browser e sistemi operativi supportano attualmente Adobe Flash Player? Visita http://www.adobe.com/products/flashplayer/tech-specs.html per l'elenco più recente di browser e sistemi operativi supportati da Flash. Nota, man mano che si avvicina la data di fine vita, il numero di browser e sistemi operativi supportati da Flash potrebbe diminuire, pertanto Adobe incoraggia fortemente i clienti a migrare ad altri standard. Adobe fornirà aggiornamenti di sicurezza per Flash Player dopo la data di fine vita? Adobe non rilascerà aggiornamenti di Flash Player o patch di sicurezza dopo la data di fine vita. Consigliamo a tutti gli utenti di disinstallare Flash Player prima della data di fine vita (vedere le istruzioni di disinstallazione manuale per utenti Windows e Mac). Agli utenti verrà richiesto da Adobe di disinstallare Flash Player sui loro computer entro la fine dell'anno e l'esecuzione dei contenuti basati su Flash verrà bloccata in Adobe Flash Player dopo la data di fine del ciclo di vita.

Fonte: Adobe.com

Desideri mantenere operativo il tuo sito web aziendale anche dopo la disattivazione di Flash Player?

Tutti al mare ⛱️

Tutti al mare ⛱️

Ogni tanto anche i creativi hanno bisogno di una pausa: noi ce la prendiamo da sabato 8 a domenica 23 agosto!

Vi preannunciamo già che dopo le vacanze estive ci aspetta un periodo di grandissime novità e grandi manovre quindi abbiamo pensato bene di concederci un periodo di riposo per ricaricare le batterie e poter tornare più carichi di prima, pronti a soddisfare ogni vostra necessità. La valigia è pronta: infradito, salvagente con paperella, bocce, paletta e secchiello, cruciverba e relativa scorta di penne, sketchbook e matite (Leandro non parte senza), cellulari in modalità aereo e siamo pronti!  

CALENDARIO SOCIAL: come pianificare la tua comunicazione

CALENDARIO SOCIAL: come pianificare la tua comunicazione

Hai un profilo social e non sai cosa pubblicare? Ti consigliamo una serie di eventi interessanti che potrai sfruttare per migliorare la tua comunicazione!

GENNAIO

  • 1: Capodanno
  • 3: nasce JRR Tolkien
  • 4: Giornata mondiale dell'alfabeto Braille
  • 17: Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali
  • 24: Giornata mondiale dell'educazione
  • 27: Giornata della Memoria

FEBBRAIO

  • 5: Giorno della Nutella
  • 6: Giornata del caffè
  • 14: San Valentino, patrono degli innamorati
  • 15: San Faustino, patrono dei single
  • 17: Giornata nazionale del gatto
  • 21: Giornata internazionale della Lingua Madre
  • 27: Giornata internazionale della lentezza

MARZO

  • 1: Giornata mondiale del complimento
  • 5: World Book Day
  • 8: Festa della Donna
  • 13: World Sleep Day
  • 21: Giornata Mondiale della Poesia
  • 24: Giornata Nazionale per la Promozione della Lettura
  • 27: Giornata Mondiale del Teatro
  • 31: Giornata mondiale del backup

APRILE

  • 1: Pesce d'Aprile
  • 9: Giornata dell'Unicorno
  • 13: Giornata dello Scarabeo
  • 16: Giornata del Pigiama in ufficio
  • 23: Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore
  • 25: Liberazione dal nazifascismo
  • 26: Giornata mondiale della proprietà intellettuale
  • 27: Giornata del Codice Morse

MAGGIO

  • 1: Festa dei Lavoratori
  • 2: Giornata mondiale dei blogger
  • 3: Giornata mondiale per la libertà di stampa
  • 4: Star Wars Day
  • 16: Giornata dei biografi
  • 18: Giornata internazionale dei musei

GIUGNO

  • 2: Festa della Repubblica Italiana
  • 8: Giornata dei migliori amici
  • 20: Giornata della produttività
  • 21: Giornata del selfie
  • 22: Giornata mondiale dei cani in ufficio
  • 28: INTERNATIONAL CAPS LOCK DAY
  • 30: Social Media Day

LUGLIO

  • 12: Simplicity Day
  • 17: World Emoji Day

AGOSTO

  • 1: World Wide Web Day
  • 2: Coloring Book Day
  • 8: Foto dei Beatles sulle strisce pedonali di Abbey Road
  • 10: San Lorenzo
  • 13: Giornata internazionale dei mancini
  • 15: Ferragosto
  • 19: Giornata internazionale della fotografia

SETTEMBRE

  • 5: Global Talent Acquisition Day
  • 6: Read a Book Day
  • 8: Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione
  • 18: Giornata internazionale della lettura degli eBook
  • 21: Giornata Mondiale della Gratitudine
  • 25: Giornata mondiale dei sogni
  • 26: Giornata europea delle lingue
  • 30: San Girolamo, protettore dei traduttori

OTTOBRE

  • 9: Giornata mondiale della posta
  • 16: Dictionary Day
  • 27: Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo
  • 28: Giornata mondiale del risparmio
  • 30: Giornata mondiale dei podcast
  • 31: Halloween

NOVEMBRE

  • 13: Giornata Mondiale della Gentilezza
  • 19: Giornata Mondiale della Filosofia

DICEMBRE

  • 8: Immacolata Concezione
  • 21: Solstizio d'Inverno
  • 25: Natale
  • 26: Santo Stefano
  • 31: Ultimo dell'anno
E fate attenzione ai giorni "mobili" come il Blue Monday (terzo lunedì di gennaio), l'inizio dei saldi, il Black Friday (ultimo venerdì di novembre) e il Cyber Monday (il lunedì successivo) e la Festa della Mamma (seconda domenica di maggio)!

Hai paura di dimenticartene e vuoi una consulenza gratuita per la gestione dei tuoi profili professionali?

Twitter vs Trump: come potrebbero cambiare le regole del gioco?

Twitter vs Trump: come potrebbero cambiare le regole del gioco?

Qualche giorno fa Twitter ha segnalato come "fuorviante" un tweet del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha prontamente risposto con un ordine esecutivo che dà mandato alla FCC e alla FTC di riformare una parte della Section 230 dell’Online Decency Act, la legge che dà alle piattaforme tech immunità per i contenuti pubblicati dai loro utenti.

Finora il popolare social cinguettante aveva ritenuto idoneo lasciare online i tweet dei politici mondiali anche nel caso in cui avesse violato le policy della piattaforma, in una nota di gennaio 2018 leggiamo che
"Twitter esiste per servire e aiutare lo sviluppo del dibattito pubblico. I leader mondiali eletti, per via del loro impatto sconfinato sulla nostra società, ricoprono un ruolo fondamentale in questa discussione. Bloccare un leader mondiale da Twitter, o rimuovere un suo tweet controverso, significherebbe nascondere informazioni importanti che, al contrario, le persone hanno tutto il diritto di vedere e discutere."
dando l'impressione di autorizzare l'impunità della politica: deputati e presidenti avrebbero potuto violare le policy del social, anche quelle che provocherebbero senza dubbio il ban per qualsiasi altro utente, creando di fatto le basi per delle potenziali conseguenze e antipatie da parte dell'utilizzatore comune. Negli ultimi mesi quindi Twitter ha deciso di percorrere il sentiero meno passivo, dapprima segnalando alcuni tweet come controversi, spiegando quindi che nonostante non siano stati cancellati, gli utenti si ritrovano davanti ad una violazione delle policy della piattaforma, e infine con uno strumento ancora più completo, usato nei confronti degli ultimi tweet di Trump.  

Ma cosa ha scritto Trump?

Se finora avete vissuto su un satellite di Giove, vi aggiorniamo su quanto scritto dal presidente più cotonato del mondo: martedì Trump aveva diffuso e sostenuto una tesi cospirazionista che accusa il politico Joe Scarborough di essere il diretto responsabile della morte di Lori Klausutis, una sua ex collaboratrice (tesi che non ha nessun fondamento di verità). Nonostante ciò Twitter non è intervenuto sui post gravemente diffamatori nei confronti di Scarborough ma su un’altra serie di tweet contro il voto per corrispondenza, nei quali ha effettivamente sostenuto pubblicamente che votare per posta avrebbe automaticamente implicato dei brogli (nella maggioranza delle democrazie occidentali il voto per corrispondenza non esiste e, laddove esiste, viene usato per un numero estremamente contenuto di elettori come quelli che non possono materialmente recarsi al seggio, come in Italia per la circoscrizione Esteri introdotta dalla legge Tremaglia del 27 dicembre 2001, n. 459). Un'accusa infondata, falsa e assolutamente fuorviante su cui i moderatori di Twitter non hanno assolutamente potuto soprassedere, segnalando il tweet come fuorviante.

E quindi?

E quindi la reazione di Donald Trump non è mancata e corrisponde ad una dichiarazione di guerra che rischia di avere effetti gravi e duraturi sulla tenuta del web per come lo conosciamo oggi: ha firmato un ordine esecutivo chiamato “Preventing Online Censorship” che dà mandato alla FCC di rivedere una parte della Section 230 dell’Online Decency Act, uno dei più importanti pilastri dell’internet governance americana, nata nel 1996 quando i social ancora non esistevano. In soldoni significa mandare Twitter e Facebook all'aria, rendendoli legamente perseguibili per i contenuti condivisi dai loro utenti e in dovere di rispondere personalmente di quanto pubblicato. Dati i tempi dell'iter di riforma della legge, la situazione potrebbe concludersi dopo le elezioni di novembre, dopo quindi le elezioni statunitensi, quando potrebbe esserci un altro Presidente.

Immaginate quindi un futuro senza social, cosa ne pensate? Attendiamo i vostri commenti a riguardo!

L’evoluzione della specie

L’evoluzione della specie

Fare comunicazione in maniera efficace non è mai stato facile: da ora in poi sarà indispensabile la vera professionalità.

Parliamoci chiaramente: prima del lockdown moltissimi gestori di attività commerciali gestivano la propria comunicazione online in maniera rabberciata, con vistosi errori dovuti alla mancanza di preparazione sull'argomento, spesso confondendo il pubblico con il privato e creando una confusione che a tratti, agli occhi dei professionisti, appariva quasi tenera nella sua innocenza. Abbiamo visto con questi occhi mescolarsi post con gli articoli in vendita e foto dei figli in villeggiatura in maniera così spontanea e naturale che non abbiamo avuto il coraggio di intervenire, preferendo a volte lasciare le persone nella loro genuina strategia comunicativa quasi randomica. Poi, purtroppo, è avvenuto l'inimmaginabile: per salvaguardare la salute pubblica e tutelare i soggetti più deboli ci siamo dovuti ritirare a vita monastica (o quasi), abbiamo dovuto abbassare le serrande delle nostre attività e adattarci a un mercato atipico e spesso lontano dalle abitudini professionali di moltissime attività, con conseguenze a volte disastrose. Quanti fino a quel momento utilizzavano i social media alla stregua di un gioco o di un passatempo sono dovuti correre ai ripari, cercando di salvare il salvabile e facendo un'affrettata reprimènda ai contenuti condivisi fino a quel tragico momento, con risultati a volte grotteschi. Chi invece aveva lungimirantemente affidato la propria comunicazione ad agenzie di professionisti è riuscito a contenere i danni, continuare a promuovere il proprio brand in maniera efficace e pianificare una strategia comunicativa fiduciosa nel futuro. Ora, confidando di esserci lasciati alle spalle i momenti bui e di aver imparato a convivere proficuamente, è il momento di fare ammenda delle proprie colpe e valutare l'ipotesi di chiedere una consulenza professionale, per garantire alla propria attività la competenza di cui necessita al fine di poter fare tesoro di quanto trascorso. Non sono necessari investimenti faraonici, anzi è indispensabile bilanciare attentamente l'entità dell'investimento e proporzionarla agli obiettivi aziendali, intervenendo oculatamente sugli strumenti messi a disposizione dalle varie piattaforme e studiando a tavolino giorni e orari in cui ogni singolo post è potenzialmente vincente, anziché pubblicare "quando ho tempo" (che è l'errore più comune).

Vuoi valutare l'ipotesi di avvalerti dei nostri servizi?

Immuni pronta al lancio

Immuni pronta al lancio

L'app per il contact tracing sarà pronta per il rilascio entro i primi giorni di giugno. Pubblicato su GitHub il codice sorgente.

L’app per il contact tracing Immuni "sarà disponibile tra 10-15, giorni per i primi di giugno", ha annunciato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, in una trasmissione televisiva. "L'app immuni - ha aggiunto - rientra in una riorganizzazione della medicina territoriale e della medicina preventiva, è un tracing importantissimo e quando sarà attivo darà ulteriori informazioni su tracciamento e diffusione della malattia". Sileri non vede con favore l’idea di un passaporto sanitario "ambiziosa ma impraticabile", ha detto in merito alla idea lanciata dalle Regione Siciliana e dalla Sardegna. "È necessaria uniformità su tutto il territorio e al momento la vedo molto difficile. Facciamo prima riaprire lasciandoci questo virus alle spalle rispettando le regole", ha detto il viceministro.
Pubblicato codice In vista del rilascio di Immuni, il ministero dell'Innovazione, come promesso, ha pubblicato i codici dell'app su Github, la piattaforma dove gli sviluppatori da ogni parte del mondo possono confrontarsi su progetti specifici. Sono stati caricati i documenti sul funzionamento del software dell'app per il contact tracing scelta dal governo: il codice sorgente dell'applicazione era l'ultima parte ancora non pubblica di Immuni. Lo scorso 16 maggio sempre su Github erano state pubblicate specifiche tecniche sul funzionamento dell'app, mentre il 20 maggio Google e Apple hanno rilasciato l'aggiornamento del loro software - su cui si basa Immuni - per facilitare la comunicazione tra app e dispositivi Android e iOS tramite Bluetooth, che favorisce lo sviluppo delle applicazioni nazionali compatibili con i sistemi sanitari dei Paese dell'Unione europea. Il modello decentralizzato di Google e Apple prevede che i dati raccolti vengano conservati sui singoli dispositivi e non su un server centrale; non saranno tracciati gli spostamenti dal gps ma solo alcuni i contatti significativi nel tempo tra smartphone.
Accolte le richieste dell'Autorità per la protezione dei dati personali: "Sta per arrivare al Garante la documentazione relativa alla valutazione di impatto privacy che il ministero della Salute ha fatto sulla app, sulla quale dovremo tempestivamente esprimere un parere", ha detto il Garante per la privacy Antonello Soro, in audizione alla Camera dei deputati. "Allo stato la norma che il governo ha inviato alle camere risponde alle richieste che avevamo fatto, di scelta volontaria e preferenziale rispetto alla alternativa possibile di un accentramento dei dati e non è prevista la geolocalizzazione che avevamo sconsigliato perché più invasivo dal punto di vista della protezione dati e meno efficace".
Ancora da definire invece l'eventuale valutazione del Copasir sull'app: in una relazione al Parlamento dello scorso 16 maggio, il Comitato per la sicurezza della Repubblica in una relazione aveva sottolineato come l'app di contact tracing Immuni presenti diversi "aspetti critici" che andrebbero corretti, "per evitare che l'efficacia dell'iniziativa risulti ridotta, e, soprattutto, che si possano determinare rischi connessi sia alla trasmissione dei dati dei cittadini, in ordine al rispetto della privacy e alla sicurezza dei dati personali, sia in particolare alla stessa gestione complessiva, dal punto di vista epidemiologico, dell'emergenza sanitaria".
Fonte: Rai News